Zona rossa: non lasciamo soli nelle scuole gli alunni e le alunne con disabilità.

Ci associamo all’appello di FiSh supportando questa iniziativa perché come loro non intendiamo lasciare la scuola diventi nuovamente ambiente di discriminazione, sia per i nostri ragazzi e come insegnamento per tutti all’inclusione che in questo modo verrebbe penalizzata tornando ad un modello scolastico vecchio di 40 anni fà.

Zona rossa: non lasciamo soli nelle scuole gli alunni e le alunne con disabilità. Mentre in tutta Italia nelle zone più a rischio contagio riprende la didattica a distanza (Dad), la Federazione italiana superamento handicap, Fish, sente il bisogno di intervenire lanciando l’appello agli insegnanti e ai genitori per non lasciare da soli nelle aule scolastiche gli alunni e le alunne con disabilità. Secondo quanto riferisce una circolare emanata dal Ministero dell’Istruzione, infatti, l’attività didattica si potrà svolgere in presenza solo nel caso in cui sia necessario utilizzare laboratori o per mantenere una relazione educativa stabile che possa realizzare l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Una logica di separazione che la Fish non può accettare. Perché, dichiara il presidente della Federazione, Vincenzo Falabella: «questa è una soluzione che ci riporta indietro nel tempo, alle classi differenziali di 50 anni fa, un modello di scuola che respingiamo». Prosegue Falabella: «questo modello è il contrario dell’inclusione. Per questo, lanciamo l’appello all’intero mondo scolastico e a tutte le famiglie, affinché non vengano lasciati da soli le alunne e gli alunni con disabilità». E poi conclude: «quello che è certo è che comprendiamo il momento di emergenza, ma questo non può giustificare, in alcun modo, l’adozione di politiche che comportano la riedizione delle classi speciali». Gli fa eco l’esperto di inclusione scolastica della Fish, Salvatore Nocera, il quale ricorda: «a un mese esatto dall’insediamento del nuovo Governo Draghi, i problemi dell’inclusione scolastica non sono stati ancora affrontati in un incontro dell’Osservatorio del Ministero dell’Istruzione, come già richiesto urgentemente dalla Fish». E ancora, dice Nocera: «mentre tale dialogo ancora non viene instaurato, non possiamo accettare il ripristino della didattica in presenza soltanto per gli alunni con disabilità e, contemporaneamente, che gli stessi docenti svolgano le lezioni a distanza per tutto il resto della classe». E poi conclude così, Nocera: «oltre ciò, però, restano antichi e recenti problemi che sono da affrontare al più presto, per far sì che non venga offuscata l’immagine della normativa italiana che nei principi è fortemente inclusiva, ma nei fatti, invece, rischia di portare a una insoddisfazione delle famiglie e degli alunni, con conseguente spreco di denaro pubblico». Per questo, oggi, la Fish, tornando a chiedere un incontro alle massime istituzioni del settore, ribadisce che la scuola ha bisogno di continuità e, ricordando che nei mesi passati con il Ministero dell’Istruzione è stato avviato un importante percorso per l’inclusione scolastica, a partire dai nuovi modelli di Pei, il Piano Educativo Individualizzato, dove si è richiamato il principio della corresponsabilità educativa, la Fish, infatti, «ritiene fondamentale non rimettere in discussione ciò che di buono è stato fatto finora». Anzi, conclude in una nota la stessa Federazione: «occorre insistere sulle pratiche di inclusione in una prospettiva di valore, dove l’alunno con disabilità deve rappresentare una risorsa per l’intero ambiente di apprendimento. Non lasciando indietro nessuno».

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